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In-certi confini

Gli atti del convegno dello scorso anno, “In-certi confini” sono in stampa presso la casa editrice I Libri di Emil di Bologna.

Copertina in-certi-confini

Leggi l’introduzione al volume

 

 

Nei mesi di novembre e dicembre

la BIBLIOTECA CIVICA DI BASSANO DEL GRAPPA
(Galleria Ragazzi del ’99, via Museo)

propone un ciclo di incontri dal titolo

“L’Est nell’Ovest. Letture e visioni nell’Europa di oggi”.

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“L’EST NELL’OVEST”

Università di Verona – Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere

Nelle quasi tre decadi trascorse dal crollo del Muro di Berlino le relazioni tra est e ovest dell’Europa hanno subito cambiamenti profondi. L’apertura delle vecchie frontiere e il proseguimento del processo d’integrazione europea che ha seguito la fine della Guerra fredda e della divisione ideologica ha riportato vigorosamente l’est al centro della sfera d’interesse occidentale, ridefinendo le stesse categorie di est e ovest e dando vita a nuove topografie culturali e ibridazioni identitarie inedite.

Se è vero che durante la Guerra fredda una conoscenza approfondita dell’est non era considerata opportuna, né veniva incoraggiata, altrettanto evidente è il fatto che da sempre il discorso che l’ovest ha prodotto sull’est (così come quello dell’est sull’ovest) si è spesso contraddistinto per genericità, per un ricorso diffuso a stereotipi, se non per ostilità. Ancor oggi la vecchia “libera Europa” pecca spesso di cecità rispetto alle distinzioni storiche e culturali tra paesi vecchi e nuovi dell’Europa centro-orientale, dei Balcani, dei Paesi Baltici, della Russia e della RDT. La cortina di ferro identificava uno spazio dimostrativamente ‘altro’ sul piano ideologico e perciò omogeneo e rassicurante, facile da delimitare e utile per una speculare definizione dell’Occidente. La sua dissoluzione ha condotto alla frammentazione e al problematico riposizionamento del sé e dell’altro all’interno delle coordinate est-ovest, dentro e fuori uno spazio europeo in rapido cambiamento. Una ridefinizione difficile, percorsa certamente da nuove forme di ibridazione identitaria transculturale, ma anche dalla nostalgia dell’Europa ristretta della Guerra fredda, dall’ansia di costruire nuovi muri e d’individuare nuove alterità, dal diffondersi di nuovi e vecchi nazionalismi/imperialismi, come testimoniano l’emblematico caso dei Balcani, della Moldavia e – recentemente – dell’Ucraina. Una ridefinizione che, infine, si nutre delle sollecitazioni provenienti dal rapporto con le cosiddette identità euroasiatiche, la Russia e la Turchia, dalla risemantizzazione dell’eredità storica e culturale dell’impero ottomano e di quello russo (e sovietico) alla luce delle dinamiche europee contemporanee.

La fine dell’influenza sovietica sui vecchi stati satellite ha portato a cambiamenti considerevoli nei rapporti tra Europa occidentale e orientale. Da margine e condizione “altra”, l’est è diventato ovest in termini di ideologia e di legami politici. Allo stesso tempo, però, l’interesse culturale dell’ovest per un est ancora a tratti poco noto non è scemato, ma sembra riproporsi con rinnovato vigore. Infine, i nuovi flussi migratori, determinati da motivi economici, ma anche da ragioni politiche e di guerra (il caso dei Balcani), hanno contribuito a complicare il quadro, esercitando un impatto notevole sui dibattiti aventi come oggetto l’integrazione, i diritti di cittadinanza e le questioni relative alla diversità culturale.

L’obiettivo del convegno è quello di indagare i cambiamenti e le continuità di significato dello sguardo occidentale verso l’est attraverso l’analisi delle sue rappresentazioni letterarie all’interno dei diversi discorsi nazionali e transnazionali. Negli ultimi anni l’intensificazione degli scambi tra est e ovest ha avuto forti ripercussioni nell’ambito culturale, venendo a interessare il teatro, il cinema, le arti visive, ma anche e soprattutto la letteratura, dalle narrazioni dal taglio più prettamente documentaristico tipiche dei resoconti di viaggio, alla realtà fittizia dei racconti e dei romanzi. In particolare, la contaminazione conseguente alle migrazioni dall’Europa dell’est ha dato vita a nuove ibridazioni identitarie e culturali, e con esse a nuovi stili e modalità di espressione, finendo con l’annullare le usuali distinzioni tra prospettiva interna ed esterna, tra realtà, stereotipo e immaginazione.

 

Martedì 6 dicembre

ore 10-13

Marco Prandoni, La frontiera mobile est-ovest nel romanzo Questi sono i nomi di Tommy Wieringa

Sonia Salsi, L’immigrazione polacca nelle cité minerarie del Limburgo belga, dai displaced people ai recenti flussi migratori. Uno sguardo antropologico sulla figura del cantante-poeta Mauro Pawlowski

Pausa

Manuel Boschiero (Università di Verona) e Chiara Conterno (Università di Bologna), Memoria e Shoah in Forse Esther di Katja Petrowskaja

Francesca Dainese (Università di Verona), Vite parallele e spazi eterotopici: La Russia di Limonov e la Francia di Jean-claude Schreiber. Cannibalismo e identità in Emmanuel Carrère e Andreï Makine

Ivan Posokhin (Università Comenius di Bratislava), Visions of East and West in Viktar Martsinovič’s “Mova” and A. Bakharevich’s “Dzetsi Alindarki”

Pranzo

ore 15-18

Gabriella Pelloni (Università di Verona), “Odissea Europa”. Dalla Turchia alla Germania: il dramma Perikizi di Emine Sevgi Özdamar

Daniele Artoni (Università di Verona), Sogni di pietra e libri bruciati: la decostruzione dell’identità azerbaigiana in Akram Aylisli

Neira Merčep (Università di Padova), Sarajevo, il nostro Oriente affine e famigliare

Pausa

Uscite di emergenza di Igor Pison. Con l’autore dialogano Polona Libersar e Neira Mercep (Università di Padova).

Mercoledì 7 dicembre

ore 10-13

Paola Bellomi (Università di Verona), La presenza dell’est nel romanzo Sefarad di Antonio Muñoz Molina

Marco Paone (Università di Perugia), Poesia ed altre arti nella /guerra de identidades/ di Déborah Vukušić

Florencio Barrio (Università di Venezia), Parole dell’Est in Spagna…

Pausa

Giovanni Tallarico (Università di Verona), Une jeunesse au Moyen-Orient”: lingue e identità a confronto nella graphic novel L’Arabe du futur

Angelo Pagliardini (Leopold-Franzens Universität Innsbruck), La rappresentazione dell’Albania post-comunista nell’opera dello scrittore Carmine Abate

Pranzo

ore 15-18

Sanna Maria Martin (Università di Bologna), Siberia, il paesaggio mitico nella letteratura finlandese contemporanea

Alexandra Vranceanu (Università di Bucarest), Autofinzione e rappresentazione della storia comunista in scrittori di origine romena emigrati nello spazio occidentale.

Luizetta Falyushina (Università di Perugia), La rappresentazione dell’Europa nelle opere di Mikhail Veller: lo sgretolamento di un mito (1990-2015)

Marco Puleri (Università di Bologna), Narrazioni ibride post-sovietiche: per una letteratura ucraina di lingua russa

Chiusura dei lavori

IN-CERTI CONFINI 
Nono convegno dei Giovani Europei – associazione “nube”
Università di Bologna, 19 – 20 novembre 2015

Il collettivo dei Giovani Europei / Associazione culturale “nube” (Nuova Biblioteca Europea, https://associazionenube.wordpress.com) si è costituito nel 2006 per mettere a fuoco gli orientamenti della letteratura in Europa a partire dagli anni Novanta. Il nono convegno, che si terrà il 19 e 20 novembre a Bologna, sarà dedicato alle permeabili frontiere tra generi finzionali, non finzionali e metafinzionali nelle pratiche artistiche contemporanee.

Temi delle ultime giornate di studio sono stati il ritorno all’engagement, le nuove forme delle scritture dell’io, letteratura e spazi urbani, performance e negoziazioni identitarie nell’arte della migrazione. In questi incontri i partecipanti hanno esaminato, in collaborazione con giovani scrittori ospiti, molte delle tendenze segnalate dalla critica nelle cosiddette exit strategies dal postmodernismo. Sono emersi, in particolare, la riproposizione di poetiche realistiche e moderniste, il desiderio di tornare a rinegoziare la realtà, spesso su un podio multimediale, e la volontà di intervenire su di essa per mezzo di un’arte mossa da un’“urgenza”. Il life writing e l’autofiction sono le vie maestre di un nuovo engagement postideologico che amplifica e al contempo supera il desiderio di autorappresentazione. La commistione dichiarata di fiction e non fiction, tratto saliente di molta produzione contemporanea, è inoltre spia della consapevolezza che il modo più adeguato per conoscere la realtà parrebbe quello di darle una forma finzionale, non prettamente saggistico-argomentativa.

Il convegno sarà dunque dedicato al confronto tra giovani critici e artisti sugli incerti, porosi, osmotici confini tra fiction e non fiction (reportages, memoir, saggistica, docufilm, …) nello spazio culturale europeo contemporaneo, con particolare attenzione ai generi che su questa commistione si fondano, uno tra tutti l’autofiction.

Scrittori ospiti: Harkaitz Cano, Gustaaf Peek, Sonia Salsi

Il programma:

Università di Bologna, Dipartimento LiLeC
Sala Convegni, Via Cartoleria, 5

Giovedì 19 novembre

Ore 10.30 Introduzione

Ore 11.00 – 12.30 Prima sessione: Attraverso le arti
Marco Paone (Università di Perugia) – Ibridazioni artistiche. La generazione poetica post-2010 in Galizia
Ilaria Vitali (Università di Bologna) –  Tra documentario, libro e fumetto: il viaggio intersemiotico e transmediale di Mémoires d’immigrés di Yamina Benguigui
Neira Merčep (Università di Padova) – Il regista bosniaco Oliver Frljić: odiare la verità e vivere per raccontarla

Ore 12.30 – 13.00 Anteprima del volume Manuel Boschiero & Marika Piva (a cura di), Maschere sulla lingua, I libri di Emil, Bologna in corso di stampa.
Tra negoziazioni e confini: ponti tra identità e generi

Ore 13.00 – 15.00 pausa pranzo

Ore 15.00 – 17.00 Incontri con gli scrittori, prima parte
Harkaitz Cano in dialogo con  Iñaki Alfaro Vergarachea (Università di Bologna)
Malgu da gaua / La noche flexible / Flessibile è la notte
Gustaaf Peek in dialogo con Chiara Beltrami (Università di Amsterdam)
L’arte dei ricordi

Ore 17.00 – 17.30 pausa

Ore 17.30-18.30 Incontri con gli scrittori, seconda parte
Sonia Salsi
Il passato attraverso in-certi confini alla ricerca dell’identità. Seconde generazioni nel contesto multiculturale del Limburgo belga

Venerdì 20 novembre

Ore 9.00 – 10.00 Seconda sessione: Critica e scrittura
Marika Piva (Università di Padova) Frizioni tra fiction e critica nell’extrême contemporain
Gabriele Zanello (Udine) – «Una sfida un poco folle». Il poeta Pierluigi Cappello e la scrittura critica e narrativa

Ore 10.00 – 11.30 Terza sessione: Storia, memoria, romanzo
Manuel Boschiero (Università di Verona) – La testimonianza e la storia. Riflessioni sulla Shoah nella Russia contemporanea
Eugenio Maggi (Università di Bologna) – Ibridazioni testuali nel romanzo politico di Isaac Rosa
Sanna Maria Martin (Università di Bologna) – Mia Kankimaki: cose bizzarre, memorie e altro

Ore 11.30 – 12.00 pausa

Ore 12.00 – 13,30 Quarta sessione: Le eredità del New Journalism: saggistica, fiction, maschere dell’io
Lorenzo Costantino (Università di Bologna) – Al di là di Kapuściński
Franco Paris (Università “L’Orientale” di Napoli) – L’io e le storie nella saggistica d’autore fiamminga e olandese
Marco Prandoni (Università di Bologna) – “Amo i racconti”: Frank Westerman 

Ore 13.30 – 15.30 pausa pranzo

Ore 15.30 – 17.00 Quinta sessione: Esplorazioni identitarie
Chiara Conterno (Università di Verona) – Scritture interstiziali nella letteratura russo-tedesca contemporanea
Federica Zullo (Università di Bologna) – L’opera di Jackie Kay fra racconto autobiografico ed esplorazioni identitarie
Francesco Cattani (Università di Bologna) – Esplorazioni nel “Common Wealth” europeo: un tour letterario e artistico black British

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All’interno di un ciclo di incontri presso la Biblioteca Civica di Bassano, si terranno tra novembre e dicembre cinque presentazioni, a cura dei Giovani Europei, di figure marcanti di prosatori della letteratura del Novecento, anche da aree linguistico-culturali solitamente meno note, o minoritarie rispetto alle grandi letterature nazionali: Ivo Andrić, Joseph Roth, Elias Canetti, Willem Frederik Hermans, Boris Pahor. Gli autori provengono dall’Europa centro-orientale e balcanica, spesso da terre di confine (oppure vi ambientano la propria opera, come l’olandese Hermans), terre in cui si sono giocati incontri-confronti-frizioni determinanti per la storia europea del Novecento.

Il programma completo degli incontri:

VENERDI 13 NOVEMBRE
IVO ANDRIC: Il ponte sulla Drina. Quando a parlarci sono i ponti (NEIRA MERCEP – Università di Padova)

VENERDÌ 20 NOVEMBRE
PROUST (GENEVIÈVE HENROT SOSTERO – Università di Padova)

MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE
JOSEPH ROTH: La Marcia di Radetzky (GABRIELLA PELLONI – Università di Verona)

VENERDÌ 27 NOVEMBRE
WILLEM FREDERIK HERMANS: La casa salvata (MARCO PRANDONI -Università di Bologna)

VENERDÌ 4 DICEMBRE
ANTONIO MACHADO (MARIA TAGLIOLI – Liceo “G. B. Brocchi” di Bassano del Grappa)

VENERDÌ 11 DICEMBRE
BORIS PAHOR: Necropoli d’Europa (POLONA LIBERSAR – Università di Padova)

VENERDÌ 18 DICEMBRE
ELIAS CANETTI: La lingua salvata (CHIARA CONTERNO – Università di Verona)

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Corsi culturali

Segnaliamo i corsi culturali “La Selva” per l’anno 2015 presso il comune di Selvazzano Dentro.
L’associazione Nube propone il corso “Otto scrittori”: Chateaubriand, Multatuli, Tolstoj, Kavafis, Gozzano, Andric, Nietzsche, Pahor.

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Università di Verona – Giornate di Studi 23/24 ottobre 2014

Negoziazioni e performance identitarie di migranti nell’Europa contemporanea
Lingua, letteratura, arti multimediali


La centralità della migrazione nelle attuali dinamiche identitarie europee è stata più volte sottolineata, tra gli altri da Armando Gnisci, che in Italia ha inaugurato la prospettiva migrante negli studi letterari. Accanto alla visione della creolizzazione come progresso di Gnisci, mutuata da Edouard Glissant, ne esistono anche di meno ireniche, di base gramsciana. Quel che è certo è comunque che l’Europa non è solo una cornice geografica e culturale dove si sviluppa «la prospettiva tridentina» della migrazione (partenze, arrivi e  transiti), ma anche uno spazio in movimento, a suo modo ‘migrante’ che, pur con forti, e crescenti, elementi di criticità e reazioni di rifiuto, è attraversato da un processo di ibridazione delle identità e delle culture.

In questo contesto assume una particolare rilevanza la posizione interstiziale del migrante, per cui l’espressione del sé diventa spesso l’occasione per una ridefinizione identitaria, un riposizionamento rispetto alla/e cultura/e di partenza e a quella/e di arrivo, la delimitazione di uno spazio identitario proprio, multifocale, in ambivalente e complesso rapporto con i differenti ‘cronotopi’ della migrazione. Tale ridefinizione avviene per mezzo di complesse strategie di negoziazione identitaria – dal mimetismo all’identità rivelata – la cui dimensione performativa è stata messa al centro dal recente performative turn all’interno degli studi delle culture e, nello specifico, dei discorsi della e sulla migrazione.

Nel convegno tali discorsi verranno affrontati con strumenti analitici propri della linguistica, degli studi letterari e multimediali, in un prospettiva il più possibile cross-disciplinare. Gli studiosi si confronteranno anche in modo diretto con letterati e artisti multimediali cosiddetti “migranti” che saranno ospiti della manifestazione per favorire l’istaurarsi di piattaforme di confronto tra differenti pratiche discorsive.

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Il 23 ottobre ore 21.30 al Malacarne – via San Vitale  14/a – Verona
Serata Letteraria con Reading di Liliana Corobca, Simona Castiglione, Kaha Mohammed Aden e Musica di Graf Aloysky & Trio Aspirant

http://www.malacarne.it/home.php