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Archive for ottobre 2016

Ciclo di incontri a Bassano sul Grappa

Nei mesi di novembre e dicembre

la BIBLIOTECA CIVICA DI BASSANO DEL GRAPPA
(Galleria Ragazzi del ’99, via Museo)

propone un ciclo di incontri dal titolo

“L’Est nell’Ovest. Letture e visioni nell’Europa di oggi”.

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“L’EST NELL’OVEST”

Università di Verona – Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere

Nelle quasi tre decadi trascorse dal crollo del Muro di Berlino le relazioni tra est e ovest dell’Europa hanno subito cambiamenti profondi. L’apertura delle vecchie frontiere e il proseguimento del processo d’integrazione europea che ha seguito la fine della Guerra fredda e della divisione ideologica ha riportato vigorosamente l’est al centro della sfera d’interesse occidentale, ridefinendo le stesse categorie di est e ovest e dando vita a nuove topografie culturali e ibridazioni identitarie inedite.

Se è vero che durante la Guerra fredda una conoscenza approfondita dell’est non era considerata opportuna, né veniva incoraggiata, altrettanto evidente è il fatto che da sempre il discorso che l’ovest ha prodotto sull’est (così come quello dell’est sull’ovest) si è spesso contraddistinto per genericità, per un ricorso diffuso a stereotipi, se non per ostilità. Ancor oggi la vecchia “libera Europa” pecca spesso di cecità rispetto alle distinzioni storiche e culturali tra paesi vecchi e nuovi dell’Europa centro-orientale, dei Balcani, dei Paesi Baltici, della Russia e della RDT. La cortina di ferro identificava uno spazio dimostrativamente ‘altro’ sul piano ideologico e perciò omogeneo e rassicurante, facile da delimitare e utile per una speculare definizione dell’Occidente. La sua dissoluzione ha condotto alla frammentazione e al problematico riposizionamento del sé e dell’altro all’interno delle coordinate est-ovest, dentro e fuori uno spazio europeo in rapido cambiamento. Una ridefinizione difficile, percorsa certamente da nuove forme di ibridazione identitaria transculturale, ma anche dalla nostalgia dell’Europa ristretta della Guerra fredda, dall’ansia di costruire nuovi muri e d’individuare nuove alterità, dal diffondersi di nuovi e vecchi nazionalismi/imperialismi, come testimoniano l’emblematico caso dei Balcani, della Moldavia e – recentemente – dell’Ucraina. Una ridefinizione che, infine, si nutre delle sollecitazioni provenienti dal rapporto con le cosiddette identità euroasiatiche, la Russia e la Turchia, dalla risemantizzazione dell’eredità storica e culturale dell’impero ottomano e di quello russo (e sovietico) alla luce delle dinamiche europee contemporanee.

La fine dell’influenza sovietica sui vecchi stati satellite ha portato a cambiamenti considerevoli nei rapporti tra Europa occidentale e orientale. Da margine e condizione “altra”, l’est è diventato ovest in termini di ideologia e di legami politici. Allo stesso tempo, però, l’interesse culturale dell’ovest per un est ancora a tratti poco noto non è scemato, ma sembra riproporsi con rinnovato vigore. Infine, i nuovi flussi migratori, determinati da motivi economici, ma anche da ragioni politiche e di guerra (il caso dei Balcani), hanno contribuito a complicare il quadro, esercitando un impatto notevole sui dibattiti aventi come oggetto l’integrazione, i diritti di cittadinanza e le questioni relative alla diversità culturale.

L’obiettivo del convegno è quello di indagare i cambiamenti e le continuità di significato dello sguardo occidentale verso l’est attraverso l’analisi delle sue rappresentazioni letterarie all’interno dei diversi discorsi nazionali e transnazionali. Negli ultimi anni l’intensificazione degli scambi tra est e ovest ha avuto forti ripercussioni nell’ambito culturale, venendo a interessare il teatro, il cinema, le arti visive, ma anche e soprattutto la letteratura, dalle narrazioni dal taglio più prettamente documentaristico tipiche dei resoconti di viaggio, alla realtà fittizia dei racconti e dei romanzi. In particolare, la contaminazione conseguente alle migrazioni dall’Europa dell’est ha dato vita a nuove ibridazioni identitarie e culturali, e con esse a nuovi stili e modalità di espressione, finendo con l’annullare le usuali distinzioni tra prospettiva interna ed esterna, tra realtà, stereotipo e immaginazione.

 

Martedì 6 dicembre

ore 10-13

Marco Prandoni, La frontiera mobile est-ovest nel romanzo Questi sono i nomi di Tommy Wieringa

Sonia Salsi, L’immigrazione polacca nelle cité minerarie del Limburgo belga, dai displaced people ai recenti flussi migratori. Uno sguardo antropologico sulla figura del cantante-poeta Mauro Pawlowski

Pausa

Manuel Boschiero (Università di Verona) e Chiara Conterno (Università di Bologna), Memoria e Shoah in Forse Esther di Katja Petrowskaja

Francesca Dainese (Università di Verona), Vite parallele e spazi eterotopici: La Russia di Limonov e la Francia di Jean-claude Schreiber. Cannibalismo e identità in Emmanuel Carrère e Andreï Makine

Ivan Posokhin (Università Comenius di Bratislava), Visions of East and West in Viktar Martsinovič’s “Mova” and A. Bakharevich’s “Dzetsi Alindarki”

Pranzo

ore 15-18

Gabriella Pelloni (Università di Verona), “Odissea Europa”. Dalla Turchia alla Germania: il dramma Perikizi di Emine Sevgi Özdamar

Daniele Artoni (Università di Verona), Sogni di pietra e libri bruciati: la decostruzione dell’identità azerbaigiana in Akram Aylisli

Neira Merčep (Università di Padova), Sarajevo, il nostro Oriente affine e famigliare

Pausa

Uscite di emergenza di Igor Pison. Con l’autore dialogano Polona Libersar e Neira Mercep (Università di Padova).

Mercoledì 7 dicembre

ore 10-13

Paola Bellomi (Università di Verona), La presenza dell’est nel romanzo Sefarad di Antonio Muñoz Molina

Marco Paone (Università di Perugia), Poesia ed altre arti nella /guerra de identidades/ di Déborah Vukušić

Florencio Barrio (Università di Venezia), Parole dell’Est in Spagna…

Pausa

Giovanni Tallarico (Università di Verona), Une jeunesse au Moyen-Orient”: lingue e identità a confronto nella graphic novel L’Arabe du futur

Angelo Pagliardini (Leopold-Franzens Universität Innsbruck), La rappresentazione dell’Albania post-comunista nell’opera dello scrittore Carmine Abate

Pranzo

ore 15-18

Sanna Maria Martin (Università di Bologna), Siberia, il paesaggio mitico nella letteratura finlandese contemporanea

Alexandra Vranceanu (Università di Bucarest), Autofinzione e rappresentazione della storia comunista in scrittori di origine romena emigrati nello spazio occidentale.

Luizetta Falyushina (Università di Perugia), La rappresentazione dell’Europa nelle opere di Mikhail Veller: lo sgretolamento di un mito (1990-2015)

Marco Puleri (Università di Bologna), Narrazioni ibride post-sovietiche: per una letteratura ucraina di lingua russa

Chiusura dei lavori

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